15ª Giornata Nazionale per la custodia del Creato

di Gaetano Lauricella

 

«Vivere in questo mondo con sobrietà, con giustizia e con pietà (Tt 2,12). Per nuovi stili di vita». È questo il tema della 15ª Giornata Nazionale per la custodia del Creato, che si celebra ogni anno il primo settembre. Fu istituita dalla Conferenza Episcopale Italiana, in sintonia con le altre comunità ecclesiali europee, per riaffermare l’importanza, anche per la fede, dell’ambientalismo con tutte le sue implicazioni etniche e sociali. A distanza di quindici anni questo giorno continua ad essere un’importante occasione per riflettere sul rapporto tra noi e il pianeta in cui viviamo: la nostra casa comune. «Le preoccupazioni non mancano – scrivono i Vescovi delle due Commissioni, per i problemi sociali e il lavoro, la giustizia e la pace, e per l’Ecumenismo e il dialogo, nel messaggio diffuso per questa Giornata -: l’appuntamento di quest’anno ha il sapore amaro dell’incertezza. Con san Paolo sentiamo davvero “che tutta la creazione geme e soffre le doglie del parto fino a oggi” (Rm 8,22).

L’evento quest’anno arriva in un tempo molto complicato: la pandemia da Covid-19, ancora in atto, ha stravolto le nostre vite facendo emergere tutte le nostre fragilità. La pretesa di controllare il mondo ritenendoci capaci di assicurare una vita migliore con il consumo e la tecnologia è crollata giù, e con essa tutte le contraddizioni nel nostro modo di concepire la vita e le speranze del futuro. Inoltre è venuto alla luce un sistema socio-economico caratterizzato dall’iniquità e dalla cultura dello scarto, in cui alla fine sono sempre i più deboli a subirne le conseguenze peggiori.

Come più volte ha affermato Papa Francesco la pandemia è un segnale chiaro di un «mondo malato». Nell’udienza generale del 26 agosto scorso il Santo Padre aveva sottolineato: «Quando l’ossessione di possedere e dominare esclude milioni di persone dai beni primari; quando la disuguaglianza economica e tecnologica è tale da lacerare il tessuto sociale; e quando la dipendenza da un progresso materiale illimitato minaccia la casa comune, allora non possiamo stare a guardare».

Occorre quindi un nuovo slancio, un impegno di tutti gli uomini di buona volontà per ripristinare una relazione sana con il pianeta Terra, per essere fedeli alla nostra vocazione di «custodi del creato».

Tante le iniziative in programma in tutta Italia per celebrare questa Giornata la quale quest’anno inaugura il “Tempo del Creato”, un periodo più lungo di riflessione che si estenderà fino al prossimo 4 ottobre, giorno in cui anche la nostra Diocesi di Agrigento celebrerà il Creato e la natura, in piena sintonia con i fratelli di tutte le Chiese cristiane, che in quella data vivranno il Giubileo della Terra, in ricordo dell’istituzione, 50 anni fa, della Giornata della Terra.

Per vivere appieno questa Giornata, e in preparazione al nostro evento diocesano, ecco il link del sito CEI dove trovare tutti i materiali e i contenuti, nonché le iniziative diocesane in programma

15ª Giornata Nazionale per la Custodia del Creato