Un portoghese in Sicilia

di Luís Pereira

UN PORTOGHESE IN SICILIA

Il bel tempo è quasi arrivato! Alla fine i giorni di sole sono tornati e i giorni freddi e piovosi sono ormai passati. Questo inverno, invece, è stato freddissimo anche sei io prima di partire avevo l’aspettativa che ci fosse sempre il sole qui e raramente la pioggia o il freddo. Infatti, non aspettavo altro che i giorni di sole per uscire con qualcuno per un caffè e rilassarmi ad Agrigento.

Quando sono arrivato il tempo era ancora un po’ caldo e mi piaceva tantissimo: tutti i concerti dei bar fuori alla sera… nonostante in Portogallo ci siano tanti concerti e festival non è così come qui, ad Agrigento ogni bar ha il suo concerto, ognuno diverso dall’altro, e trovo questo davvero meraviglioso.

La mia prima impressione della Sicilia era che forse si può considerare un po’ più caotica del Portogallo, ma mi aspettavo che le persone fossero dello stess carattere dei portoghesi e su questo non mi sbagliavo: sono aperti, chiaccheroni, amichevoli e sempre disponibili ad aiutarti qualiasi problema tu abbia.

Dato che questa non è la mia prima esperienza di questo tipo di progetti, non avevo in realtà alcuna paura o grosse questioni, avevo solo qualche domanda su come sarebbero state le persone dello staff dell’organizzazione con la quale avrei collaborato per 10 mesi.

A gennaio sono stato alla formazione all’arrivo a Napoli: 60 persone provenienti da tutte le parti dell’Europa per condividere esperienze, quello che facevano, fare nuove amicizie e saperne di più riguardo il programma Erasmus+ e il Servizio Volontario Europeo. Fino a quel momento non avevo avuto nessun tipo di shock culturale in Italia, ma la città di Napoli è stata assolutamente uno shock per me… per com’era la città e com’erano le persone di Napoli, è stato davvero strano per me e non avevo idea di come reagire a questa cosa.

All’inizio di febbraio, invece, sono stato a Catania per vedere la festa di Sant’Agata. Mi è piaciuta tantissimo, avevo già conosciuto altri volontari europei che svologono il loro servizio a Catania e abbiamo trascorso il fine settimana insieme, scoprendo la città, il cibo (la carne di cavallo è spettacolare!) e i festeggiamenti di Sant’Agata. Due cose mi hanno particolarmente sopreso in quel fine settimana a Catania: una è come le persone vivono profondamente Sant’Agata, aspettano tutto l’anno questi giorni e come sono grandi le candele votive! La seconda cosa è come è buona la carne di cavallo che si mangia a Catania. Non la avevo mai assaggiata perché in Portogallo non è uso mangiarla e le mie apettative non erano un gran che e invece alla fine mi è piaciuta tantissimo.

Ho ancora cinque mesi da trascorrere ad Agrigento e sento già che non voglio partire. Vedremo cosa succederà nei prossimi 5 mesi da trascorrere qui!