50ª Giornata Mondiale della Pace

di Gaetano Lauricella

«La nonviolenza: stile di una politica per la pace». Ecco il tema del messaggio di Papa Francesco per la 50ª Giornata Mondiale della Pace, istituita da Paolo VI e celebrata ogni anno il primo gennaio. In una fase storica caratterizzata da una violenza inaudita in tutte le aree geografiche, il documento papale mette al centro del dibattito una questione decisiva per la costruzione di nuovi percorsi di pace: la “nonviolenza”. Essa, da semplice valore morale, deve diventare un vero e proprio stile di vita, una pratica attiva e creativa, un programma politico. «La nonviolenza – afferma Papa Francesco – è talvolta intesa nel senso di resa, disimpegno e passività, ma in realtà non è così». Tanti gli esempi storici di uomini e donne i quali hanno creduto profondamente all’ideale della nonviolenza come unica possibile «strategia di costruzione della pace»: dal Mahatma Gandhi, protagonista della liberazione dell’India, a Martin Luther King, leader delle lotte nonviolente per i diritti civili. Fino ad arrivare a Madre Teresa di Calcutta che non smise mai di gridare al mondo il suo messaggio di nonviolenza attiva contro l’inganno della forza delle armi. Veri operatori di pace, la cui storia dimostra come una pratica decisa della nonviolenza può produrre risultati impressionanti, anche nel nostro tempo.

Assistiamo oggi al moltiplicarsi di focolai di violenza che non fanno altro che generare dei frutti amari, i quali sono sotto gli occhi di tutti. «Questa violenza che si esercita “a pezzi”, in modi e a livelli diversi, provoca enormi sofferenze di cui siamo ben consapevoli: guerre in diversi Paesi e continenti; terrorismo, criminalità e attacchi armati imprevedibili; gli abusi subiti dai migranti e dalle vittime della tratta; la devastazione dell’ambiente. A che scopo? La violenza permette di raggiungere obiettivi di valore duraturo? Tutto quello che ottiene non è forse di scatenare rappresaglie e spirali di conflitti letali che recano benefici solo a pochi «signori della guerra»?”.

Il Santo Padre ribadisce che «la violenza non è la cura per il nostro mondo frantumato. Rispondere alla violenza con la violenza conduce, nella migliore delle ipotesi, a migrazioni forzate e a immani sofferenze, poiché grandi quantità di risorse sono destinate a scopi militari e sottratte alle esigenze quotidiane dei giovani, delle famiglie in difficoltà, degli anziani, dei malati, della grande maggioranza degli abitanti del mondo. Nel peggiore dei casi, può portare alla morte, fisica e spirituale, di molti, se non addirittura di tutti». È vero, le strade della pace appaiono talvolta tortuose e persino impraticabili, ma per un cristiano rappresentano un cammino irrinunciabile che trova il suo modello evangelico in Cristo stesso: Egli ci indica un primo “manuale” di strategia della pace nelle Beatitudini.

Questo, in sintesi, il senso del messaggio di Papa Francesco a tutti gli uomini di buona volontà. A cinquant’anni dal primo messaggio di Paolo VI per la Giornata Mondiale della Pace, possiamo ribadire, oggi come allora, che «la pace è l’unica vera linea dell’umano progresso».