Agenda Onu 2030. Obiettivo #8: Lavoro dignitoso e crescita economica

«Obiettivo crescita economica». Un’espressione sempre più ricorrente nei dibattiti politici e televisivi, soprattutto a partire da quel 2008, anno in cui una terribile crisi finanziaria mise in dubbio i sistemi economici di tutto il mondo. Un tema però, quello della crescita economica, che sempre meno viene affrontato partendo dalla questione del lavoro dignitoso. Eppure sono due temi inscindibilmente legati all’interno dell’obiettivo 8 dell’Agenda ONU 2030, a dimostrazione del fatto che non si può immaginare una crescita economica inclusiva che non parta da un miglioramento delle condizioni di milioni di lavoratori in tutto il mondo.

I 17 obiettivi per lo sviluppo sostenibile previsti dall’Agenda 2030 ci forniscono la possibilità, unica per questa generazione, di cambiare la vita di miliardi di persone. E fra questi, l’obiettivo 8 può assumere il ruolo privilegiato di «motore» per lo sviluppo sostenibile, indicato tra le principali priorità nelle consultazioni internazionali per l’Agenda ONU: lavoro dignitoso per tutti significa ridurre la fame, la povertà e le disuguaglianze.

In un periodo storico in cui più di 200 milioni di persone nel mondo sono disoccupate e versano in una situazione di povertà, ecco la sfida che l’obiettivo 8 consegna alla comunità internazionale: promuovere una crescita economica inclusiva e sostenibile, una piena occupazione produttiva e lavoro dignitoso per tutti.

Una meta ambiziosa che va declinata in diversi sotto-obiettivi più concreti i quali, da qui al 2030, possono generare un circolo virtuoso per l’economia e per le famiglie.

Innanzitutto bisognerà conseguire livelli più elevati di produttività economica attraverso la diversificazione, l’aggiornamento e l’innovazione tecnologica, tra l’altro focalizzando l’attenzione sui settori ad alto valore aggiunto e ad alta intensità di lavoro. Il prossimo decennio vedrà rilevanti trasformazioni nelle modalità in cui svolgiamo il nostro lavoro, in ragione dei cambiamenti demografici, ambientali e tecnologici già in atto. Questo richiederà ai governi la promozione di politiche volte al sostegno dell’imprenditorialità, della creatività e dell’innovazione e che garantiscano alle piccole e medie imprese l’accesso ai servizi finanziari.

Un sviluppo occupazionale che però non potrà prescindere dai temi della salute e sicurezza sui luoghi di lavoro, nonché del lavoro forzato e del lavoro minorile. Nel mondo, ogni giorno, 6.400 persone perdono la vita a causa di incidenti sul lavoro o di malattie professionali, per un totale di 2,3 milioni di decessi ogni anno; inoltre ogni giorno altre 860.000 persone sono vittime di infortuni sul lavoro. Tutto ciò crea un danno economico anche alle imprese che spendono annualmente 2.800 miliardi di dollari (il 4% del PIL mondiale) per indennizzi, riabilitazioni e terapie degli infortunati, oltre che per l’interruzione dei processi produttivi. Tutto questo richiede di bilanciare le politiche di sviluppo occupazionale con delle linee d’intervento che favoriscano una cultura globale della prevenzione e del diritto ad un ambiente di lavoro sano e sicuro, e che renda consapevoli i datori di lavoro e i lavoratori dei propri diritti e doveri.

Ma l’obiettivo 8 richiama con forza anche la necessità urgente di porre fine al lavoro minorile attraverso un approccio multilivello che comprenda l’adozione di misure legislative, l’accesso all’istruzione per tutti i bambini e la protezione sociale per le famiglie.

Tante le sfide ricomprese all’interno dell’Obiettivo 8, le quali richiedono uno sforzo non indifferente da parte di tutti. Ne è convinto il direttore generale dell’OIL, Guy Ryder, il quale afferma: «Sarà pur sempre possibile realizzare entro il 2030 i concetti di sviluppo sostenibile […] se saremo in grado di riunirci in un partenariato globale di governi, imprese e organizzazioni sindacali, con il supporto delle organizzazioni multilaterali, della società civile e dei semplici cittadini. Ciascuno di noi ha un ruolo da svolgere per garantire che nessuno venga escluso».