Auguri di Buona Pasqua!

In questo Sabato santo siamo ancora scossi da quel che sappiamo essere accaduto ieri a Gesù su quella Via della Croce. Le urla, gli insulti, la confusione, il dolore, la solitudine, la croce, la morte, il pietoso rito della sepoltura, il silenzio.

È il silenzio che continua ancora oggi, in questo Sabato di una quarantena che rende i giorni tutti un po’ simili fra loro, anonimi, lenti … e che porta confusione, solitudine, fatica e, ad alcuni di noi, malattia e morte.

Ogni giorno che passa sembra sprecato, come fosse un «non tempo» in cui ci è chiaro cosa avremmo potuto e voluto fare e che oggi ci appare come sottratto.

Questo «tempo di sospensione», a pensarci bene, però, è proprio un «tempo pieno».

È il tempo in cui ci è concessa un’opportunità grande, unica, di crescita per tutti noi, di ripensamento e, se sapremo approfittarne, anche di rigenerazione della nostra vita sociale ed ecclesiale.

Questo può essere il tempo della «sosta giustificata», quella sosta che abbiamo sicuramente tutti invocato qualche volta, allo stremo delle nostre energie, storditi dal ritmo frenetico di vite ormai troppo veloci. Una sosta che ci restituisce il tempo per ricentrarci su ciò che più conta nella nostra vita.

Questo può essere il tempo delle «relazioni recuperate», dell’amore rigenerato, della genitorialità risanata, della filialità rimotivata.

E ancora, questo può essere il tempo di una «fede riscoperta», nella preghiera e nel confronto con la Parola, in un dialogo profondo e prolungato con Dio sulle paure, i dubbi, le fragilità e le preoccupazioni che questa esperienza sta portando a galla. Oggi che le liturgie ci sono negate (se non in TV e sui social), ne riscopriamo il valore e la bellezza. E ci rendiamo conto che quell’Eucaristia che ci manca, in realtà è un richiamo a fare della nostra stessa vita una Eucaristia, pane spezzato e condiviso in rendimento di grazie. Stiamo comprendendo che il succo della nostra vita di fede sta proprio nella capacità di farci fratelli gli uni con gli altri, di aprirci a logiche di condivisione e prossimità, di fare ciascuno la nostra parte perché tutti possano stare bene. E tutto questo possiamo farlo anche oggi, al chiuso delle nostre quarantene o nel ristretto spazio di movimento che ci è dato dai servizi caritativi ancora attivi.

Nel silenzio di questo Sabato santo, mentre pregustiamo già gli albori di una Pasqua ormai imminente, rendiamo grazie per il sacrificio di donne e uomini – e fra questi ci siete anche voi – che hanno fatto di questo periodo di emergenza sanitaria e sociale un vero tempo pasquale: gli operatori sanitari, i cappellani, le parrocchie, i volontari delle nostre Caritas, le associazioni di volontariato, la gente che con enorme generosità ha condiviso cibo e denaro con i più poveri, quanti hanno garantito i servizi essenziali a tutti….

Perché tutti voi – forse inconsapevolmente – state scrivendo una pagina meravigliosa della storia di questa Italia e della nostra Chiesa.

Domani sarà Pasqua e celebreremo il trionfo definitivo della Vita sulla morte, della Luce sulle tenebre, dell’Amore sulla paura. Per noi cristiani non è una favola, ma la Verità che ci offre la chiave di lettura della nostra vita. L’immagine del sepolcro spalancato e vuoto ci ricorda che il Signore Gesù è vivo e ha l’ultima parola sulla morte e sul dolore.

A tutti voi, cari amici e fratelli, va il Grazie della Chiesa agrigentina e l’augurio di una Vera Pasqua di Resurrezione.

Valerio