Emergenza Sud Sudan, Caritas si mobilita

In un tempo in cui alcuni media tendono a dare la percezione che l’intera Africa intenda riversarsi in Europa minacciandone cultura, economia e sicurezza, i Vescovi africani – custodi e pastori di una Chiesa giovane e viva – ci ricordano che al di là del confine giallo del Sahara si consumano ogni giorno stragi di cui poco si parla. Ne è un esempio il giovanissimo stato del Sud Sudan, che ad appena 5 anni dalla sua nascita ripiomba in una nuova guerra civile. Non sono bastati i 50mila morti, gli oltre 2 milioni di sfollati e profughi, le città distrutte, gli stupri di massa, i bambini soldato…degli ultimi due anni. Una nuova guerra civile è scattata in questi giorni, causando ancora morti e sfollati.

«Con l’aiuto di Dio sarà il popolo del Sud Sudan a portare finalmente la pace, la riconciliazione e la giustizia nella nostra nazione. Noi poniamo la nostra fiducia in Dio e nel popolo». Con queste parole si chiudeva il Messaggio di incoraggiamento e speranza che i vescovi cattolici del Sud Sudan hanno rivolto al mondo lo scorso mese di giugno, proprio pochi giorni prima che scoppiasse la seconda guerra civile nel Paese.

Caritas Italiana, impegnata da più di trent’anni in Sudan e in Sud Sudan, sta facendo la sua parte impegnando negli ultimi 5 anni la somma di 2,5 milioni di euro provenienti principalmente da donazioni private e collette in ambito parrocchiale e diocesano e pubblicando il Dossier “2016: un nuovo inizio?” (vai al Dossier) dove si ripercorrono le tappe più importanti di questo martoriato paese e si offre uno spaccato della situazione socio-economica, delle dinamiche alla base del recente conflitto, delle principali questioni aperte, con uno sguardo anche al Sudan.
I disordini fanno sentire i propri effetti anche nei paesi limitrofi, già piagati da guerre, fame e malattie. Proprio dalla Diocesi di Arua, in Uganda, che dal 2013, anno di inizio della crisi, ha ospitato 26.493 rifugiati, arriva una urgente richiesta di aiuto per la realizzazione di indispensabili riserve idriche, il cui costo sarà di circa 5.000 €.

Caritas Diocesana Agrigento ha deciso di rispondere all’invito inviando, per il tramite di Caritas Italiana, le somme necessarie. Chi volesse contribuire al progetto potrà farlo tramite:
– bonifico su c/c bancario di Banca Prossima intestato a Diocesi di Agrigento
IBAN: IT 09 C 03359 01600 100000006841 – Causale: «Donazione Caritas Diocesana pro Uganda»
– versamento diretto all’Ufficio Economato dell’Arcidiocesi di Agrigento – Causale: «Donazione Caritas Diocesana pro Uganda».

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