Muri e frontiere: la IV edizione dei cineforum

La rassegna Muri e frontiere (ormai giunta alla IV edizione) vuole essere un momento per comprendere cosa significa per noi vivere alla frontiera, quale compito la storia ci sta affidando, “cosa vuole dirci Dio” – per usare le parole del Card. Francesco Montenegro – “attraverso queste persone che bussano alla nostra porta, porta dell’Europa. Quale storia vuole scrivere con noi oggi”.

“Le 3 serate – dice Alessia Aprigliano – sono dedicate ognuna ad una diversa frontiera, perché prima di rispondere alla domanda che riguarda noi, qui e adesso, è importante allargare sul mondo. Ogni serata è scandita dalla visione di un film e poi dal confronto con un testimone”.

Quest’anno ad aprire la rassegna, il 20 giugno durante la Giornata Mondiale del Rifugiato, il docufilm “Alganesh” di Lia Beltrami, e la protagonista ha presentato un po’ le frontiere del Corno d’Africa e del Medio Oriente che il popolo eritreo si trova a varcare.

Al cuore della rassegna, giovedì 27 giugno, “Paese nostro”, il film sull’accoglienza diffusa che ZaLab ha realizzatonel 2016 grazie ad un bando presso il Ministero degli Interni, sul Fondo Asilo, migrazione e integrazione (FAMI) dell’UE per il racconto delle realtà dei progetti SPRAR.

Dal gennaio 2017 il film è stato inspiegabilmente bloccato presso il Ministero degli Interni e non poteva essere diffuso. Il 19 marzo scorso è stato presentato alla Camera dei Deputati e da allora il film si sta diffondendo in tutta Italia.

“Sarà questo il momento in cui riportare lo sguardo sulla realtà in cui viviamo unendosi al gesto coraggioso degli artisti e alla sfida quotidiana degli operatori sociali coinvolti nell’accoglienza per costruire una società più aperta e ospitale – continua Alessia. Alcuni di questi operatori, attivi sul nostro territorio, saranno i testimoni della serata, con la loro esperienza di lavoro che si è trasformata in esperienza di amicizia tra giovani di culture diverse e, da poco, anche in un’associazione, MediaMondo, per promuovere l’intercultura”.

Il 4 luglio si parlerà di Afganistan con il film “Sembra mio figlio”, una coproduzione del 2018 che invita a riattraversare in un viaggio di ritorno la frontiera per tornare agli affetti abbandonati. Testimone della serata sarà il protagonista del film, Basir Ahnang.

La rassegna è organizzata insieme al Circolo culturale John Belushi, all’Associazione MediaMondo, con il patrocinio della Cooperativa Sociale Sanitaria Delfino, il sistema SPRAR e la collaborazione di ZaLab.

La visione dei film è a titolo gratuito e si terrà presso il cortile dell’Istituto Granata, sede della Fondazione Mondoaltro, braccio operativo di Caritas Diocesana Agrigento, con ingresso da Salita S. Domenico, 3 ad Agrigento alle ore 20.30.

“L’obiettivo è provare insieme, nel confronto, a leggere la realtà e a trasformarla, perché continuiamo a scrivere insieme a Dio quella storia bella e grande di cui siamo partecipi – dice Alessia. L’invito è rivolto anche a chi su questi temi è critico e non ha necessità del confronto, ma vuole cogliere una sfida esaltante che può riempire di gusto la vita e di vita la nostra città”.

 

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