Cineforum “Negli occhi dell’altro 2019” – 23 e 30 aprile

di Alessia Aprigliano

 

Ritorna il ciclo di cineforum “Negli occhi dell’altro”, inserito tra le attività che vogliono promuovere l’incontro fra i cittadini agrigentini di tutte le nazionalità.

Il Centro Documentazione e Risorse sull’Intercultura – servizio della Fondazione Mondoaltro e Caritas diocesana Agrigento – promuove l’iniziativa in collaborazione con l’associazione MediaMondo e con il contributo di Ginger People and food, del Festival del Cinema Africano, Asia, America Latina di Milano e del Religion Today Film Festival di Trento.

Per questa edizione saranno protagoniste la comunità dell’Africa occidentale e del Bangladesh. La proiezione inizia alle 19 – presso la Sala teatro dell’Istituto Granata in Via Barone 2/A ad Agrigento – e si concluderà con un momento di conoscenza e di “esperienza” delle relative comunità. L’ingresso è gratuito.

Primo appuntamento martedì 23 aprile con “Yaaba”, il film che nel 1989 fece conoscere al grande pubblico la poesia del regista burkinabé Idrissa Ouédraogo e che verrà proiettato in lingua mooré con sottotitoli in italiano.

Il film narra la vita di Bila, sveglio ragazzetto di un villaggio del Burkina Faso, che prova simpatia e affetto per Sana, un’anziana donna che vive sola, relegata ai margini della comunità dagli abitanti, poichè ritenuta una strega. L’animo di Bila, ancor libero da pregiudizi e paure, la difende dalle accuse infondate provandone la falsità. Punito severamente a causa del suo coraggioso dissenso, Bila non cessa di proteggere l’infelice donna: ruba per lei del cibo, le tiene compagnia, ne ascolta le storie, la chiama affettuosamente “yaaba” (nonna), l’aiuta a ricostruire la povera capanna e riesce a comunicare anche alla piccola amica Nopoko la propria simpatia per Sana.

Si continua martedì 30 aprile con Oggatonama (The Unnamed), film del 2016 di Tauquir Ahmed, candidato a rappresentare il Bangladesh agli Oscar 2017.

Un film intrigante che inizia con una chiamata dal Ministero dei Lavoratori Emigrati che invita la polizia locale a prendere contatto con la famiglia di un tal Wahab, morto all’estero, e a recuperare la salma all’aeroporto di Dhaka. Si scopre però che c’è stato uno scambio di persona legato all’uso di documenti falsi nell’emigrazione clandestina. Dopo sviluppi dolorosi e colloqui kafkiani con i funzionari insensibili e indifferenti di vari ministeri, si stenta a trovare una soluzione. Cosa fare del corpo dello sconosciuto senza nome?

Non si tratta semplicemente di vedere due film prodotti in altrettanti paesi stranieri ma di lasciarsi condurre dalle comunità straniere residenti nel nostro territorio per conoscere il loro paese, la loro cultura, i loro valori. Vi aspettiamo!

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