Obiettivo #4: istruzione di qualità, equa e inclusiva. Opportunità di apprendimento per tutti

di Lorena Scalzo

L’Obiettivo#4 dell’Agenda ONU 2030 lancia una grande sfida che è probabilmente alla base del pieno raggiungimento di tutti gli altri obiettivi: innalzare il livello di istruzione per ridurre il rischio di povertà. Un’istruzione di qualità diventa la base per migliorare la vita delle persone e raggiungere, finalmente, un generale sviluppo sostenibile.

I dati, sebbene ci siano stati dei segnali di miglioramento, sono allarmanti: 103 milioni di giovani nel mondo non possiedono capacità base di scrittura e lettura (il 60% sono donne); 57 milioni di bambini sono esclusi dal percorso di scuola primaria nei paesi in via di sviluppo (PVS);  più della metà dei bambini che vive in Africa sub-sahariana non è iscritto a scuola. Questi dati potrebbero sembrare “scontati” perché riguardano, appunto, maggiormente i PVS, ma quel che forse sconosciamo sono i numeri preoccupanti che riguardano sia l’Europa che il nostro Paese.

I dati ISTAT del Rapporto “Noi Italia” del 2016 mostrano un preoccupante spaccato del mondo dell’istruzione non solo dell’Italia ma anche degli altri paesi Europei più “poveri”. «L’Italia risulta quart’ultima nella graduatoria dei 25-64enni con livello di istruzione non elevato (con un’incidenza di adulti poco istruiti quasi doppia rispetto all’Ue28) e in quella dei giovani che hanno abbandonato precocemente gli studi (14,7% contro una media Ue28 dell’11%). Nel caso della partecipazione degli adulti ad attività formative, l’Italia presenta valori leggermente più bassi della media europea, collocandosi in una posizione centrale. Il tasso di partecipazione dei giovani 15-24enni al sistema di istruzione e formazione italiano nel 2014 si conferma inferiore al valore medio europeo: risulta in linea alla media europea per i 17enni, mentre si mantiene tra i più bassi in Europa nella fascia di età 20-24 anni».
Ancora più triste il fenomeno dei ragazzi e ragazze “NEET” (NOT IN EMPLOYMENT, EDUCATION OR TRAINING). Questo fenomeno è fortemente legato anche ai dati dell’abbandono scolastico. Sebbene in Italia i dati dell’abbandono scolastico e istruzione universitaria siano migliorati, restiamo comunque fra gli ultimi in Europa e oltre 2,2 milioni di giovani fra i 15 e i 29 anni non studiano e non lavorano (dati 2016).

Entra in gioco in questo panorama non solo la dimensione dell’istruzione pubblica, ma anche quella dell’educazione informale e non formale: su queste ultime dimensioni siamo chiamati a fare il punto, perché il contatto con la cultura avviene anche con l’utilizzo di metodi inclusivi e non formali, che rappresentano un’opportunità di sostegno alla resilienza per bambini e ragazzi che vivono in condizioni di deprivazione economica e culturale. Questo elemento si lega con gli ambiziosi obiettivi specifici dell’Obiettivo#4 dell’Agenda ONU 2030, che si prefigge di garantire a tutti l’acquisizione di competenze necessarie a promuovere lo sviluppo sostenibile, come la «tutela dei diritti umani, la parità di genere, la promozione di una cultura pacifica e non violenta, la cittadinanza globale e la valorizzazione delle diversità culturali.

L’obiettivo evidenzia la relazione fra il concetto di «istruzione di qualità» e quello di «parità di genere». L’istruzione, per essere di qualità, deve anche essere equa ed inclusiva e questo impone – cosa che viene chiaramente delineata nella stesura dell’Obiettivo#4 – l’eliminazione della disparità di genere su tutti i livelli scolastici e di formazione professionale e la garanzia di inclusione anche per le categorie protette (disabili, popolazione indigene e bambini in situazioni di vulnerabilità). Fa riflettere il dato relativo alle “quote rosa” dell’istruzione: secondo i dati riportati dall’UNICEF, dei 121 milioni di bambini nel mondo che non hanno mai avuto la possibilità di andare a scuola , 65 milioni (il 54%) sono bambine.

 

 

Per ulteriori approfondimenti:

– http://www.huffingtonpost.it/elisa-sednaoui-dellal/maggiore-accesso-a-unistruzione-di-qualita-e-stimoli-culturali-per-sconfiggere-la-poverta-educativa-in-italia_a_23217485/

– https://www.savethechildren.it/press/infanzia-%E2%80%9Cpovert%C3%A0-educativa%E2%80%9D-di-bambini-e-adolescenti

– http://www.unicef.it/doc/7808/obiettivo-4-istruzione-di-qualita.htm

– http://noiitalia.istat.it/index.php?id=1&no_cache=1&tx_usercento_centofe%5Bcategoria%5D=5&tx_usercento_centofe%5Baction%5D=show&tx_usercento_centofe%5Bcontroller%5D=Categoria&cHash=9789dfecb3efc8fdb6fbe34413b2c38c

– Dossier “Per uscire tutti dalla crisi. Rapporto 2017 sulle politiche contro le povertà in Italia” http://www.caritas.it/materiali/Pubblicazioni/libri_2017/rapp_caritas_politichepoverta2017.pdf

– “Ragazzi in panchina. Storie di giovani che non studiano e non lavorano”, a cura di Paolo Beccegato e Renato Marino, EDB edizioni.

– http://www.uncortoperidirittiumani.it/?page_id=29781