Oltre il Mare – Albania 2019

di Enzo Sferrazza

Un campo on the road alla riscoperta del nostro essere Chiesa.

Formazione, servizio, condivisione fraterna, momenti di preghiera, silenzio e riflessione: non è stato solo un viaggio, ma un’esperienza che ci ha portato ad andare “oltre il mare”, cioè a spingere i nostri orizzonti oltre quel filo sottile che molto spesso finisce per dividerci dall’altro.

Oltre il mare è l’esperienza estiva promossa da Caritas Diocesana Agrigento, con il sostegno di Caritas Italiana. Un’iniziativa organizzata in piena collaborazione con Caritas Albania e Caritas Sud Albania e al quale ha anche aderito la Caritas di Aversa, svoltosi dal 16 al 28 agosto in Albania. Un viaggio ricco di incontri che hanno aperto una finestra su una terra, un popolo e la sua storia fatta di sofferenza, martirio, emigrazione, ma allo stesso tempo, con tutte le sue contraddizioni, capace di essere un modello di convivenza.

Da Tirana a Valona, da Elbasan a Scutari, un percorso a tappe che ci ha restituito delle importanti occasioni di riflessione per rimuovere tutte quelle sovrastrutture che snaturano l’annuncio del Vangelo.

Oltre il mare ho trovato una Chiesa piccola e con tante criticità quotidiane, ma autentica e capace di chinarsi per servire, in modo libero e gratuito, gli ultimi e gli emarginati restituendo ad essi quell’umanità e quella dignità che il comunismo prima, e il capitalismo sfrenato poi, hanno loro privato.

Ho trovato un Vangelo fatto di donne e uomini di Buona Volontà che alle parole vuote e ricercate, agli slogan ad effetto antepongono un servizio, un agire silenzioso ma tangibile, credibile e totalmente gratuito. Nei diversi villaggi visitati, nei quali abbiamo avuto modo di toccare e vedere le diverse povertà di questa terra, ciò che mi ha colpito è la testimonianza vivente delle suore vincenziane che da decenni svolgono lì un servizio, sotto la guida di sr. Camilla Maenza, direttrice di Caritas Sud Albania; donne energiche, determinate, costantemente in ascolto delle parole del Maestro, che riconoscono quotidianamente negli sguardi e nelle storie di chi incontrano. Il loro impegno, la capacità di fronteggiare le difficoltà, il modo di rielaborare e rileggere la fatica e le delusioni come occasione di crescita e discernimento, sono metafora di una Chiesa che vive sul campo ogni giorno il Vangelo.

Ecco perché l’Albania può diventare, anche per la nostra chiesa, un vero laboratorio di fede per recuperare quel concetto di servizio, di azione e formazione, che non può assolutamente essere scisso dalla dimensione della gratuità, per rianimare la nostra vocazione missionaria sempre più sopita. Ma soprattutto per restituire alle nostre comunità la possibilità di andare “oltre”, riappropriarci di quel concetto di Chiesa in uscita che prima ancora di tradursi in dinamiche o progetti pastorali, più o meno riusciti, deve diventare un modo di pensare, essere e vivere il Vangelo per saper guardare sempre… oltre.