Sicilia-Grecia: il gemellaggio continua

Dal 28 al 30 ottobre una delegazione siciliana si è recata ad Atene all’interno del gemellaggio che vede legate alcune diocesi siciliane e la Grecia in un percorso di conoscenza e sostegno reciproco, in un periodo non certo facile per la Chiesa Ellenica, già molto piccola e fragile. Crisi economico-politica e flussi migratori hanno messo a dura prova la società greca e reso ancora più pressanti le richieste di sostegno pervenute alla comunità cristiana locale.
Tre giorni, dunque, per fare il punto su alcuni progetti avviati: sostegno a due start up di impresa, sostegno al centro di ascolto della Caritas del Patriarcato Armeno ad Atene, sostegno alle attività del Centro socio-pastorale «Neos Kosmos».
Dal mese di giugno 2015, il centro socio pastorale Neos Kosmos Social House ha accolto centinaia di profughi in fuga dal Medio Oriente, diventando un punto di riferimento sia per le situazioni di bisogno più grave (donne sole con bambini piccoli, donne incinte, famiglie con disabili) a cui è stato offerto un alloggio, sia per i tanti che sono passati dal centro di ascolto della Caritas di rito Armeno.
Da Febbraio 2016, infatti, è stato istituito un Centro d’Ascolto (parzialmente sostenuto da Caritas Diocesana Agrigento) che si impegna ad offrire a famiglie sia greche che rifugiate in Grecia principalmente i seguenti servizi: alloggio, cibo, vestiti, medicine, orientamento sociale e legale, supporto psicologico.
Numerose le famiglie che ogni giorno si rivolgono al Centro di Ascolto; tra di esse, famiglie che dai campi profughi greci raggiungono Atene per sostenere il colloquio obbligatorio con il Ministero degli interni, al fine di ottenere una relocation in un altro Paese europeo. Nell’attesa del trasferimento, le famiglie necessitano di accoglienza di medio-lungo periodo che il governo greco non è in grado di garantire. La Neos Kosmos Social House serve anche a questo.

La visita greca è servita anche per definire le prossime azioni comuni: su richiesta dell’Amministratore Apostolico dell’Ordinariato Cattolico degli Armeni in Grecia – P. Joseph Bazouzou – il prossimo impegno del gemellaggio sarà centrato sulla formazione degli operatori greci (quasi tutti volontari) attraverso incontri ad Atene e una study visit in Sicilia per alcuni di loro. Continuerà inoltre ad essere seguito l’avviamento delle due attività di micro-impresa proposte da due profughi siriani residenti ormai in Grecia. Continueranno le esperienze dei campi di volontariato.

Trovarsi ad Atene, fra i profughi Siriani e Iracheni, offre sicuramente una dimensione diversa e più umana delle migrazioni. È gente che ha perso realmente tutto: Aleppo – da cui molti di loro provengono – è distrutta e non potrà tornare come prima. Le loro sono vite sospese, in attesa di un nuovo inizio in Grecia o in un altro Paese europeo; sospese fra un passato che non c’è più e un futuro che è tarda ad arrivare rendendo ancora più difficile il presente. Eppure c’è ancora tempo per progettare, sognare di riprendere gli studi, sperare di ricominciare, festeggiare un altro compleanno … perché il domani non potrà tardare per molto e una nuova vita inizierà.