Spazio Interculturale Giovani del 15 novembre: un fiume in piena!

L’incontro dello Spazio Interculturale Giovani di martedì corso si è iniziato, come sempre, in progressione, via via che arrivavano i partecipanti: i puntualissimi, i quasi puntuali e i ritardatari.
E ognuno, arrivando, si ritrovava già catapultato in Cina, attraverso il travolgente racconto di Kedir, un nuovo amico arrivato da poco nella nostra città.
La curiosità, la voglia di conoscersi e poi un dibattito intorno al nostro incontrarci e alle sue finalità, si sono sviluppati così naturalmente che il tema preparato per la serata l’abbiamo messo nel cassetto per lasciare spazio al fluire spontaneo dell’incontro tra noi.

Ad un certo punto il fuoco dell’attenzione si è concentrato su Agrigento, città che ancora non ha trovato come esprimere tutta la sua bellezza, quella della sua architettura e arte, ma anche della varietà di culture che la abitano e che ancora non trovano la strada per trasformarsi nello spettacolo dell’incontrarsi.
Si è detto, con rammarico, che in città scarseggiano le occasioni per interagire e conoscersi aprendo un vero dialogo intercomunitario. Dal racconto delle esperienze personali di alcuni, gli Agrigentini sono apparsi poco interessati a conoscere le comunità migranti nel territorio, un po’ indifferenti… un po’ diffidenti…
A volte si nota sorpresa negli occhi dei passanti, quando qualche africano passeggia con un amico agrigentino DOC. Ma chi vive in città da più tempo ha notato anche un certo miglioramento, una maggiore apertura rispetto a qualche anno fa, anche se il cammino da fare in questa direzione è ancora molto.

Tutto questo – e ce lo siamo detto – ci sprona ancor di più a vivere questo spazio interculturale come occasione per aprire un dialogo nella città, per coinvolgere anche ragazzi di altre nazionalità che ancora non conoscono questa opportunità.
Ci siamo detti tutti impegnati, col nostro apporto creativo e fattivo, a favorire questo processo, coinvolgendo e inventando forme sempre nuove per interagire con il tessuto cittadino e soprattutto giovanile. Ma sempre con lo scopo che ci contraddistingue: gustare l’incontro! Perché non vorremmo mai diventare architetti di un progetto più grande di noi: ci sentiamo semplicemente semi di un futuro che, poco a poco, maturerà in tanti luoghi e aspetti di questa nostra amata città.

E martedì 29 novembre? Ha vinto la proposta di parlare di un tema un po’ nuovo per noi: sposarsi o non sposarsi? Chissà cosa verrà fuori! Intanto Anastasia si è proposta di accompagnare il confronto con una specialità moldava e Abdullahi di farci sorseggiare “ataya”.

Marco e Abdullahi