Tiriamo le somme della Staffetta Alimentare

È terminata il 23 luglio la staffetta alimentare iniziata il 25 giugno, che ha visto alcune Caritas Parrocchiali della Diocesi sensibilizzare la comunità civile circa la difficoltà che vivono molte delle nostre famiglie che non possono permettersi un pasto completo al giorno.

Tra i fattori di fragilità delle famiglie soprattutto la mancanza o la perdita del lavoro, nonché le condizioni di sotto-pagamento e sfruttamento lavorativo.

Tante le famiglie che si rivolgono ai Centri di ascolto parrocchiali – sempre più spesso per la prima volta – per avere un sostegno in un momento di difficoltà. A rivolgersi ai servizi delle Caritas agrigentine non sono prevalentemente i migranti, come molti potrebbero pensare, ma per il 75% sono proprio le famiglie italiane, spesso con figli minorenni.

Alcune comunità parrocchiali, grazie agli operatori delle loro Caritas, hanno così promosso raccolte alimentari periodiche sotto il coordinamento di Caritas Diocesana Agrigento, che ha agevolato le comunicazioni con i supermercati e sostenuto la campagna d’informazione prima e dopo la raccolta.

Alla fine della staffetta alimentare sono state tirate le somme dei prodotti donati dalle tante persone che sono state disponibili a dare una mano. Ecco i numeri: 12 comunità parrocchiali coinvolte (5 di Agrigento, 3 di P. Empedocle; 1 di Sciacca, Favara, Raffadali, S. Giovanni G.); 4.456 i pacchi di pasta, riso, pastina; 1.858 prodotti vari (tonno, legumi, mais, olio,…); 1.694 passate/pelati; 1.694 i litri di latte; 1.305 tra biscotti, merendine, succhi di frutta; 1.161 i prodotti per l’igiene personale e della casa; 699 i prodotti per neonati.

Dietro a questi numeri leggiamo le storie dei beneficiari, di chi ha donato e dei volontari che ci hanno creduto.

«Il percorso di accompagnamento che proviamo a fare attraverso i Centri di Ascolto Caritas – dichiara Mariella Militello, responsabile del Centro di Ascolto Diocesano – passa anche da un invito alla revisione degli stili di vita nel senso della sobrietà, cosa che come volontari e operatori Caritas proviamo a testimoniare personalmente e che proponiamo anche alle comunità parrocchiali: comunità più sobrie e attente ai bisogni degli ultimi. Sappiamo che sarà un cammino lungo e faticoso, ma lo sentiamo come evangelicamente doveroso».

«Queste collette sono – dice Loredana Federico, responsabile del Laboratorio diocesano per l’accompagnamento delle Caritas Parrocchiali – un invito alla condivisione e alla corresponsabilizzazione di tutti, perché avere cura dell’altro, del fratello, del vicino di casa, del collega di lavoro… è come guardare con occhi nuovi al di là del bisogno che egli esprime, per cogliere in lui la ricchezza offuscata dalla fragilità e la presenza del Cristo che vive in loro».

Le giornate di raccolta alimentare sono dunque concepite come occasioni pedagogiche ad ampio raggio e non solo come risposta ai bisogni delle famiglie più povere. Evitare gli sprechi, rinunciare a qualcosa di nostro per condividerlo con chi manca dell’essenziale, lasciare che l’«altro in difficoltà» abbia diritto di asilo nelle nostre scelte quotidiane, sono azioni possibili, utili, alla portata di tutti.