Una donna che dove guarda, vede

Il 4 settembre scorso il mondo ha assistito alla canonizzazione della Beata Madre Teresa di Calcutta. In piazza più di 120 mila persone che hanno voluto essere presenti a qualcosa che era già stato scritto nella storia mentre questa stessa si svolgeva. Una piccola serva che ha tradotto il verbo Amare nelle sue forme migliori, un esempio di vita vissuta sotto la guida costante del Vangelo che ha – da sempre e per sempre – illuminato i suoi passi.

“Ha sferzato i potenti colpevoli di crimini verso i poveri”, così Papa Francesco parla di Lei ed è per questo suo merito che la incorona “Patrona del Volontariato”.

E noi non possiamo non guardarla come un “esempio” su cui segnare i passi per essere una Chiesa che vive per “servire gli ultimi senza aspettarsi un grazie”. È sul suo esempio che vogliamo assumerci la responsabilità di riconoscerci colpevoli “dinanzi ai crimini della povertà creata da noi stessi”; è sul suo esempio, ancora, che vogliamo vivere la carità a cui siamo chiamati ogni giorno.

Perché come cristiani non abbiamo alternativa; perché se è vero che vogliamo amare Cristo e la sua Chiesa non possiamo non prendere esempio da questa “instancabile operatrice di misericordia”. È anche a lei e al suo esempio che dobbiamo guardare affinché il nostro unico criterio di azione sia l’amore gratuito.

“Una donna che dove guarda, vede” disse di lei Pier Paolo Pasolini, e noi vogliamo guardare nella sua stessa direzione, con i suoi stessi occhi, il suo stesso sguardo.